Residenza artistica Strade di Vini

Residenza artistica

La trasformazione che il concetto di territorio sta subendo nell'epoca contemporanea, in seguito all'avvento delle nuove tecnologie della comunicazione, ha conferito un'inaspettata centralità a territori considerati da sempre come marginali.

È il caso delle aree rurali che, grazie agli strumenti ed ai linguaggi messi a disposizione dalle tecnologie, guadagnano una nuova collocazione negli scenari della contemporaneità post-globale.

In questa prospettiva, è fondamentale ripensare la modernità alla luce della ruralità, guardando a quest'ultima non in maniera nostalgica, come una realtà persa per sempre o che si cerca di preservare, ma attraverso un punto di vista dinamico, che la riposizioni a tutti gli effetti come una componente attiva all'interno del panorama planetario in cui siamo immersi.

I linguaggi dell'arte rappresentano dei potenti dispositivi per rileggere in senso critico il territorio rurale, fornendo strumenti e metodi “in grado di registrare ed accogliere la complessità ambigua con cui ridisegnare e abitare il territorio [...] in maniera diversa" (I. Chambers).

Rileggere il territorio di Castelvenere

È questo il perimetro concettuale e pratico in cui si muove il progetto di Residenza di Strade di Vini, in cui le comunità, i paesaggi, le storie del piccolo borgo sannita di Castelvenere, fortemente ancorato da un'esperienza plurisecolare all'economia ed alla cultura vitivinicola, diventano un territorio di un confronto aperto tra gli artisti e le voci dei luoghi.

L'obiettivo è quello di aprire uno spazio relazionale in cui, da un lato, sperimentare modelli culturali ed estetici che reinterpretino le risorse rurali locali guardando a questi processi complessi; dall'altro, rileggere in senso critico concetti come "comunità", "identità", "tradizione", riconfigurando i paesaggi fisici e culturali della ruralità in senso attivo, attraverso un ripensamento della visione storico-culturale del mondo rurale.

Gli artisti

KULTIVATOR


Fondato nel 2005 dagli artisti Mathieu Vrijman, Malin Lindmark Vrijman e Marlene Lindmark e dagli agricoltori Henric Stigeborn e Maria Lindmark, oggi è un progetto open di collaborazione sperimentale tra l’agricoltura biologica e l’arte visiva, situato nel villaggio rurale di Dyestad, sull'isola Öland sulla costa sud della Svezia.
 Con l'installazione di alcune attrezzature in una fattoria abbandonata, vicino alla popolazione agricola attiva, 
Kultivator offre uno spazio per la sperimentazione e la contaminazione tra arte e produzione agricola. Kultivator organizza progetti, mostre e laboratori che esplorano possibili narrazioni alternative all'interno delle pratiche artistiche e dell'agricoltura, con i membri del progetto e/o gli ospiti della fattoria. Sull’isola Kultivator ha una residenza, uno spazio espositivo e un caseificio con 30 mucche, polli, anatre, pecore e cavalli. Dall'inizio del 2005, circa 80 artisti, ricercatori e agricoltori ha visitato e ha lavorato sul posto.

BIANCO-VALENTE


Coppia nella vita e nell’arte Giovanna Bianco e Pino Valente hanno scelto il video e la sua installazione nell’ambiente come forma privilegiata di un racconto per immagini e suoni in cui si intrecciano la memoria, la percezione, il tempo e la visione. Conosciuti ormai nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, hanno partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero, tra le quali Paris Photo nel 2007, Vesuvius curata da Gigiotto Del Vecchio a Pechino nel 2006, il progetto Artesto-Nokia Connect to Art presso la Triennale di Milano nel 2006, la Biennale di Venezia nel 2004, Cine y Casi Cine curata da Berta Sichel a Madrid nel 2004, Reisefreiheit curata da Kersting nel 2003 ad Amburgo e De gustibus curata da Achille Bonito Oliva presso il Palazzo delle Papesse di Siena nel 2002. alcune delle opere sono entrate a far parte di prestigiose collezioni museali.