Intervista ad Alessandro Ludovico autore di Post Digital Print

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Intervista ad Alessandro Ludovico autore di Post Digital Print

Intervistiamo Alessandro Ludovico dopo la presentazione del suo libro Post Digital Talk alla libreria controvento di Telese Terme.


Strade di Vini si pone l’obiettivo di ricostruire la scenografia identitaria del comune di Castelvenere in modo nuovo, strategico e contemporaneo. In tal senso che ruolo possono avere i new media e in particolar modo i social media? E in che modo è possibile sfruttare tali strumenti per aumentare la visibilità della comunità locale ed incrementare anche l’economia vitivinicola?

Come dicevo nel talk, bisognerebbe riappropiarsi dei mezzi, usare i social media come cassa di risonanza delle iniziative e dei materiali prodotti (foto, commenti, idee, testi, video, grafici e quant’altro).

Vista la dimensione del territorio un’unica piattaforma sarebbe auspicabile.

Le interazioni sui social network che tipo di cambiamenti possono apportare in una comunità come quella di Castelvenere dove tradizioni, storia locale e tipicità produttive sono l’elemento di forza?

Possono sicuramente far arrivare questi elementi di forza in luoghi inediti, ma devono essere accompagnati da una strategia specifica di comunicazione, altrimenti rischiano di restare fini a sé stessi.

Strade di Vini vuole essere un progetto che interpreta le condizioni in atto e che guarda alla peculiarità del territorio con tutte le sue valenze tradizionali, culturali, paesaggistiche e artistiche, per lanciare la cosiddetta innovazione territoriale. Quali sono le modalità e i mezzi attraverso cui realizzare tutto questo?

I new media possono giocare un ottimo ruolo riflettendo le cose più interessanti e attraenti che avvengono nella realtà. capire quali sono più nello specifico i punti di forza e cercare di amplificarli e svilupparli in un “luogo virtuale” unico e di riferimento potrebbe aiutare non poco.

La sharing economy si basa su un pilastro che regge l’intera sovrastruttura sociale, economica e culturale del XXI secolo quello della condivisione (di beni, di servizi, di competenze e di contenuti). Quanto può incidere questo modello rispetto a quello di economia di mercato tradizionale nel contesto rurale/vitivinicolo di Castelvenere?

Domanda non semplice, ma in generale la condivisione dei saperi e l’associazione, anche fra concorrenti, che condividano competenze specifiche può farli crescere notevolmente, mai come oggi l’unione fa la forza.

Costruire un network specifico all’interno dei produttori raggruppando i più aperti e volenterosi potrebbe avviarli verso ulteriori eccellenze di produzione e il passaggio al livello successivo, ossia attivare il turismo e la vendita locale, in contrasto all’attuale modello distributivo.

Esistono delle piattaforme di economia dello scambio che i produttori vitivinicoli venneresi potrebbero utilizzare? Quali? E qualora non ci siano, come si potrebbe realizzare una piattaforma del genere?

Non sono un esperto di piattaforme per viticultori purtroppo, ma credo che la costruzione e comunicazione di una siffatta piattaforma andrebbe affidata ad un esperto, guardando in primis a come sono state realizzate dalla concorrenza.

L’ascesa delle economie della condivisione è un processo che può venire solo dal basso o per consolidarsi queste economie hanno anche bisogno di scelte politiche dall’alto che ne indirizzino il corso? E in tal caso le istituzioni di Castelvenere quale tipo di approccio devono avere per progettare e favorire la collaborazione?

Le istituzioni possono sicuramente incentivare i processi che nascono dal basso, in particolare quelli virtuosi come quelli di condivisione e collaborazione.

Facendo due conti sui risparmi che il comune potrebbe ottenerne, traducendoli in sgravi fiscali, oltre che mettendo a disposizione alcune infrastrutture e competenze, per non parlare dell’assistenza nella presentazione di progetti di finanziamento e di utilizzo di energie alternative, nonché di innovativi approcci legati al turismo.

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